• Edi Guerzoni

Il velluto e la pittura fiamminga: dall'Italia alle Fiandre

Quanto è importante conoscere l’arte tessile per riconoscere lo stile di un pittore? Quali sono gli scambi estetici tra quello che accade nella moda e quello che succede in pittura?

Seta, cotone, damascati, tappeti. è da millenni che L’Europa è appassionata all’arte del tessuto. Intorno all’800 d.C., in Kashmir, si inizia a sperimentare la produzione di una stoffa che affascina ancora oggi: il velluto.


Significa letteralmente ‘’tessuto con pelo’’. Esistono tradizionalmente il velluto ad ordito e il velluto a trama, che ottengono diversi risultati a seconda della lavorazione. Quello più conosciuto è il velluto a ordito, classico dell’antichità, tipicamente in seta. Solo più tardi verrà realizzato anche in cotone, e infine anche con tessuti sintetici. I fili, disposti tra ordito e trama, vengono incastrati nei ferri della taglierola che, tagliando i fili, crea un tessuto di piccoli peli molto fitti. Più i ferri sono ordinati, e più il pelo è fitto, più il velluto sarà pregiato.

Verso il 1200, il velluto è già uno dei prodotti più prestigiosi d’Europa. L’Italia diventa presto la principale produttrice di questo particolare tessuto peloso. Le città italiane protagoniste del velluto sono Amalfi, Lucca, Siena, Pisa, Firenze, Genova e Venezia.


I vestiti rappresentano il potere: i colori più ricchi e ricercati sono il rosso e il nero, che non a caso diventano i colori dell’aristocrazia e del clero. Per la scelta dei tessuti, nobili e chierici si riversano sulla seta, e in particolare sulla lavorazione a velluto.

In pittura, durante gli ultimi secoli di Medioevo la resa delle stoffe e dei dettagli che dimostrino la potenza politica ed economica dei committenti si fanno sempre più realistiche. La nuova borghesia può sottolineare il proprio prestigio sia con gli abiti che sfoggia in pubblico, frutto di anni di lavoro artigianale, che con i quadri che commissiona. I pittori del Rinascimento italiano e delle Fiandre sono perfetti per rendere questo potere, anche attraverso la rappresentazione dei tessuti.


Le stoffe viaggiano dall’Italia al resto d’Europa. Anche negli altri paesi si cerca di produrre i propri velluti, mantenendo attivi i commerci con l’estero. Un caso esemplare per raccontare questa storia è quello della famiglia Arnolfini, ritratta da un massimo esponente della descrizione ottica della pittura ad olio, Jan Van Eyck.


Jan Van Eyck Inizia con le opere miniate, come le celebri Ore di Torino, e inizialmente si sposta all’Aja e in Borgogna. Quando è ormai un pittore rinomato si sposta a Bruges, una delle città del nord con una relativa produzione di velluto. Qui, Giovanni Arnolfini è uno dei mercanti italiani più potenti della città. Gli commissiona il famosissimo ritratto di coppia I coniugi arnolfini, dove i tessuti di marito e moglie, ma anche quelli dell’arredamento, sono resi in modo iperrealistico, e in uno spazio molto limitato: 81 cm per 59 cm circa.



Jan Van Eyck, I coniugi Arnolfini, 1434, olio su tela, National Gallery di Londra


Il ritratto è uno dei generi di punta di Van Eyck, ma nel 1432, sempre a Bruges, gli viene commissionato uno dei più grandi lavori della pittura fiamminga: Il polittico dell’Agnello Mistico. Le figure sono ancora tardogotiche, mentre luce e spazi sono trattati in una maniera nuovissima. Un paesaggio paradisiaco, attorniato da immensi palazzi gotici, è riempito di simboli cristologici, angeli, santi, trinità, progenitori e committenti.


Tra la pittura rinascimentale e quella fiamminga esistono delle similitudini e dei contrasti. Nelle Fiandre, la resa realistica della natura è ancora legata allo stile tardo gotico, senza grandi rotture con la tradizione, come invece avviene in Italia. Delle particolarità in comune sono l'uso della prospettiva aerea e la rappresentazione rivoluzionaria degli spazi, che nelle Fiandre non avviene seguendo le strutture matematiche italiane.


Nei quadri di Van Eyck, le teorie dell’ottica medievale sono applicate per rendere il particolarissimo rapporto tra luce e velluto, che assorbe e riflette allo stesso tempo. I panneggi, e quindi i tessuti, sono da sempre uno degli strumenti della storia dell’arte per determinare lo stile di un dipinto, e se si osserva un velluto di Van Eyck senza saperlo, sarà facile determinare l’epoca di origine dell’opera. La pittura aiuta a conoscere la moda, e viceversa.




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